Dopo il primo appuntamento formativo dedicato all’eco-pedagogia tra gli adolescenti, il percorso di formazione dei volontari di Eco-Charity Garden è proseguito l’8 febbraio con un secondo incontro centrato sull’itinerario eco-spirituale per i giovani.
Un momento intenso di riflessione, esperienza e condivisione che ha permesso di approfondire non solo i contenuti del cammino proposto ai ragazzi, ma soprattutto lo sguardo educativo con cui accompagnarli.
Sale della terra, luce del mondo
L’incontro si è aperto richiamando il senso della missione educativa dei volontari: essere come sale che dà sapore e luce che rende visibile ciò che già esiste.
Non protagonisti, ma presenze discrete capaci di far emergere il bene, la bellezza e il significato delle esperienze vissute insieme ai giovani.
Riprendendo la formazione del 17 gennaio, i partecipanti hanno condiviso ciò che li aveva maggiormente colpiti:
lo sguardo accogliente, l’importanza del sorriso, la capacità di creare empatia senza invadere, il dare regole lasciando spazio alla libertà. Tutti elementi che delineano uno stile educativo fatto di relazione autentica e rispetto dell’autonomia.
Come lavorare con gli adolescenti: principi metodologici
Una parte centrale dell’incontro è stata dedicata ai fondamenti pedagogici del percorso Eco-Young.
Tra i punti emersi:
- un approccio partecipativo, in cui gli adolescenti sono co-costruttori dell’esperienza e non semplici destinatari di insegnamenti;
- la centralità dell’esperienza concreta, corporea, emotiva e relazionale;
- la valorizzazione dell’autonomia e dell’autoregolazione, più che dell’errore;
- la necessità di spazi di parola e riflessione personale;
- la connessione continua tra dimensione locale e globale;
- un linguaggio semplice, capace di parlare davvero ai giovani.
In questo orizzonte educativo, il volontario non è un insegnante che trasmette contenuti, ma un accompagnatore di esperienza.
Il fondamento spirituale: la Creazione come dono e responsabilità
La riflessione si è poi spostata sul significato teologico del Creato.
Il racconto della Genesi non spiega il “come” della creazione, ma ne rivela il senso profondo: un mondo preparato con amore, guardato con stupore da Dio e riconosciuto come “buono”.
Da qui nasce la responsabilità dell’essere umano, chiamato non a dominare ma a custodire, proseguendo la traiettoria di vita affidata al Creato.
Comprendere questo sguardo significa aiutare i giovani a percepire che la terra non è proprietà, ma dono affidato alla loro cura.
Un itinerario immersivo nel Creato
Il percorso eco-spirituale proposto agli adolescenti si sviluppa come un’esperienza immersiva e sensoriale, capace di coinvolgere mente, corpo e interiorità.
Fin dall’accoglienza si invita a vivere il giardino con attenzione ai sensi, al silenzio e alla contemplazione del bello, lasciandosi guidare dal “libro del creato”.
Le attività accompagnano progressivamente i ragazzi:
- Scoprire la connessione tra le persone e con la natura, attraverso esperienze di silenzio e relazione non verbale.
- Riconoscersi custodi del Creato, ascoltando il grido della terra e la chiamata alla responsabilità.
- Diventare reporter ecologici, imparando a raccontare e difendere la casa comune.
- Sperimentare la cura della terra, lavorando concretamente nel giardino e scoprendo il potere terapeutico delle piante.
- Assumere un impegno personale, scegliendo di essere “Ambasciatori verdi” e orientando il proprio stile di vita alla conversione ecologica.
L’itinerario culmina in un gesto simbolico e comunitario: ogni giovane affida il proprio impegno per la terra, riconoscendosi parte di una comunità che desidera custodire il futuro.
Educare alla speranza
Il cammino proposto da Eco-Charity Garden non è solo educazione ambientale.
È un invito a riscoprire la relazione profonda tra spiritualità, cura del Creato e responsabilità verso gli altri.
Gli adolescenti vengono accompagnati a comprendere che:
- siamo profondamente connessi alla natura e tra di noi;
- il Creato nutre, custodisce e guarisce la vita umana;
- la missione dell’uomo è prendersene cura;
- ciascuno può diventare ambasciatore di cambiamento.
In un tempo segnato da crisi ambientali e smarrimento educativo, questo percorso si rivela un’esperienza concreta di speranza attiva, capace di formare giovani consapevoli, liberi e responsabili.












