Eco-Charity Garden

Contemplazione e Scrittura all’Eco-Charity Garden

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In data 8 aprile Eco-Charity Garden ha offerto, ad allievi del Corso di Scrittura Autobiografica, un percorso di contemplazione e scrittura, con la collaborazione della Prof.ssa Anna Volpe, docente dell’UPTER (“Università Popolare di Roma”).

Sotto la guida deiMaria Grazia, coordinatrice dei gruppo dei volontari di Eco-Charity Garden e anche lei allieva dell’ UPTER, gli allievi sono stati condotti attraverso  il parco per  scoprirne la storia e la bellezza del luogo.

Presso Eco-Charity Garden hanno potuto sperimentare un’immersione sensoriale completa nella natura: camminando a piedi scalzi, osservando le piante, i fiori, ascoltando il canto degli uccelli fino a distendersi sul prato meditando in silenzio.

Ogni camminata presso Eco-Charity Garden è una scoperta sempre nuova tra panorami, profumi intensi e alberi secolari.

Il cammino si è concluso con una bella condivisione seduti sotto gli alberi di alloro.

Le parole che sono affiorate dall’anima dei partecipanti sono state: serenità, pace, armonia , rigenerazione, connessione con la natura e gratitudine .

Da guida al percorso è stata anche la lettura del Salmo 19,  che ha contribuito a trovare l’ispirazione per i brani di prosa e poesia che ogni partecipante ha scritto  alla fine della visita presso Eco-Charity Garden:

“I cieli narrano la gloria di Dio,

l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.

 Il giorno al giorno ne affida il racconto

e la notte alla notte ne trasmette notizia.

 Senza linguaggio, senza parole,

senza che si oda la loro voce,

 per tutta la terra si diffonde il loro annuncio

e ai confini del mondo il loro messaggio”

Da questa esperienza contemplativa e meditativa, Maria Grazia ha scritto questa poesia sul parco che siamo lieti di condividere, oltre che per il valore artistico, anche per la fedele illustrazione della realtà di Eco-Charity Garden:

“ Bellezza e salvezza all’Eco-Charity Garden”

Il prato tinto di verde annuncia ormai la primavera fiorita,

la brezza leggera scivola come una piuma sul volto estasiato,

una timida luce gioca a nascondino tra i vetusti giganti arborei,

le chiome ancora rade già mostrano gemme e giovani foglie,

nascono nuovi sentieri di pace tra cedri, lecci e ulivi intrecciati .

Il suono dell’acqua scorre a zig zag tra i tranquilli pesci rossi ,

mentre la tartaruga si affaccia sul bordo a salutare il caldo raggio di sole.

La collina di San Vincenzo domina altera sul parco e sulla città,

all’orizzonte il Belvedere si allieta della cura di San Giuseppe,  

in lontananza a sorpresa si vede anche il cupolone.

Arance e limoni evocano giardini incantati,

luoghi con simili profumi e colori ritornano alla memoria.

Scavata nella roccia appare la grotta della Madonna di Lourdes,

racconta in silenzio la storia di tanti voti e preghiere,

e di tutti coloro che si sono avvicinati con curiosità o devozione

attirati dal suo materno mistero.

La terra dell’orto ci mostra i suoi frutti di stagione,

mentre gioca con i bimbi a sporcare le loro mani

che affondano nei vasconi costruiti per loro.

Il Labirinto di Chartres invita il passante a fare un giro sulla sua vita,

tra tante difficoltà un piccolo segno di luce lo attende.

Il sentiero ombreggiato sotto il pergolato di kiwi ci conduce sicuri

verso la Cattedrale del Creato.

Ci aspettano nel giardino delle margherite i grandi cedri del Libano,

tutti in fila a sostenere le mura perimetrali e a pulire l’aria sporca cittadina,

sotto l’occhio millenario del Palatino.

Siamo arrivati all’uscita ,

Roma ci aspetta tra gente stanca

e ignara di tanta bellezza.

Dal cuore emerge un desiderio comune

cercare la Salvezza.