Eco-Charity Garden

Acqua Viva: l’acqua, fonte di vita e mistero della Grazia

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Il 23 settembre, nell’ambito delle attività di Eco-Charity Garden, si è svolto un incontro online dedicato al tema dell’“Acqua Viva”, accompagnato dalla riflessione di suor Mirna Farah, SdC.

Circa diciotto persone (tra volontari di Eco-Charity Garden e non) hanno partecipato all’incontro, contribuendo anche alla lettura dei brani biblici proposti da suor Mirna, che ha guidato la riflessione con la semplicità e la familiarità di chi parla ad amici.

Al centro dell’incontro è stata l’acqua, una realtà quotidiana che rischia spesso di essere data per scontata, dimenticandone il valore di dono e il mistero che racchiude.

La riflessione si è sviluppata attorno a tre dimensioni: quella biblica, quella teologica e sacramentale e, infine, quella pastorale e sociale, strettamente legata alla necessità di una conversione ecologica.

Dalla Creazione all’Acqua Viva

Dalle acque della Genesi, sulle quali aleggia lo Spirito di Dio, fino all’acqua che disseta Israele nel deserto e al torrente contemplato dal profeta Ezechiele, l’acqua attraversa tutta la storia della salvezza come segno di vita, benedizione e rigenerazione.

Nel Vangelo, l’incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo di Giacobbe conduce nel cuore del mistero dell’“acqua viva”. Il dialogo nasce da una richiesta semplice e concreta: «Dammi da bere».

È proprio dalla sete, da un bisogno umano essenziale, che prende avvio un dialogo capace di aprirsi a una realtà più profonda: l’acqua viva come sorgente di vita eterna e dono dello Spirito.

L’acqua come segno della Grazia

Nel Battesimo l’acqua diventa segno della grazia e della rinascita in Cristo. Dal fianco trafitto di Gesù sgorgano sangue e acqua, richiamando nella tradizione della Chiesa il Battesimo e l’Eucaristia.

L’acqua assume così una duplice dimensione: è elemento indispensabile alla vita e, nello stesso tempo, segno di una vita nuova, della grazia e del dono di Dio.

Questa consapevolezza invita anche a guardare con maggiore attenzione alla realtà concreta dell’acqua e alla responsabilità che ogni persona ha nel custodirla.

Custodire l’acqua, custodire la vita

La riflessione ha quindi assunto anche una forte dimensione sociale e ambientale.

Custodire il Creato significa riconoscere nell’acqua un bene comune, indispensabile per ogni forma di vita e particolarmente importante per le popolazioni più povere e vulnerabili.

Sprecare o contaminare l’acqua significa infatti ferire la vita e mettere a rischio quella delle generazioni future.

La cura dell’acqua diventa quindi parte integrante della cura della Casa comune e richiama alla responsabilità, alla sobrietà e alla solidarietà.

«Sorella acqua»

A conclusione dell’incontro, suor Mirna ha richiamato la figura di San Francesco e il suo Cantico delle Creature, nel quale l’acqua viene chiamata “Sorella”: utile, umile, preziosa e casta.

Un’immagine semplice e profonda che invita a riconoscere nell’acqua non soltanto una risorsa da utilizzare, ma un dono da accogliere e custodire.

Ogni goccia ricevuta può così diventare motivo di rendimento di grazie e ogni gesto di cura può trasformarsi in un atto d’amore verso il Creatore, verso i fratelli e le sorelle e verso la Casa comune.

La riflessione sull’“Acqua Viva” si inserisce pienamente nel cammino di Eco-Charity Garden, che attraverso la formazione, la spiritualità e la cura concreta del Creato promuove una rinnovata consapevolezza della responsabilità verso la Casa comune.

Contenuto a cura di Monica Giacinti